Android-Ubuntu: l’open source unisce le forze
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La notizia è in circolazione già dal mese scorso e sta facendo sognare tutti gli appassionati e i supporters dell’open source. Molti di voi conosceranno sicuramente Android, la piattaforma libera patrocinata dal più noto motore di ricerca, Google.
Nato come sistema per smartphones e sul mercato già da circa un anno in diversi dispositivi, il software si sta espandendo anche in altri settori, puntando dritto sul mercato dei notebook e netbook.
Il primo touchscreen device Android commercializzato è stato il G1, alias Dream, prodotto dalla taiwanese High Tech Computer e che ha ottenuto un discreto successo commerciale.
Ubuntu, invece, è la distribuzione Linux più diffusa al mondo, che negli ultimi anni ha ottenuto numerosi riconoscimenti e consensi, grazie ad una stabilità e performances molto alte, da far invidia ai sistemi proprietari più noti ed utilizzati.
Una maggiore facilità e una politica rivolta di più verso l’user friendly ha consentito ad Ubuntu di ottenere degli ottimi risultati.
Ora vi starete sicuramente chiedendo cosa hanno a che fare i due sistemi tra loro: ebbene, la Canonical, società che da anni sponsorizza e promuove softwares open source, avrebbe intenzione di rendere più vicini i due prodotti, in maniera tale da poter svilluppare applicazioni e programmi che possano girare sia su Android che su Ubuntu.

Un’idea molto interessante, che si è messa in pratica qualche settimana fa’ attraverso una sorta di emulatore che potesse in qualche modo fare da base per il sistema Android all’interno della distribuzione.
In realtà, però, lo scopo di Canonical è molto più ambizioso e punta alla scrittura di un codice che possa permettere ai due sistemi di dialogare direttamente e scambiarsi applicativi nella maniera più semplice possibile.
Ovviamente il progetto è ancora in fase iniziale e non si hanno delle date precise su quando e se sarà presto prodotto qualche risultato concreto e funzionante al 100%.
Certo è che un “patto di ferro” tra Ubuntu e Android potrebbe aprire nuovi spiragli sul mercato, sia quello informatico che quello relativo alla telefonia mobile.
Questo significa una maggiore forza commerciale e una concentrazione di lavoro nello sviluppo che potrebbe portare a risultati sorprendenti, mai ottenuti finora.
Smartphones e computer proseguono cosi il loro avvicinamento, confermando le previsioni di molti analisti dei settori in questione, che parlano di una crescita esponenziale dell’open source nei prossimi cinque anni.
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