Class Action per le Applicazioni Insidiose
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Lo studio legale di Sacramento (USA) “Kershaw, Cutter & Ratinoff” sta investigando su FaceBook, MySpace, Zynga, RockYou, Offerpal Media, SuperRewards e molti altri social network tutti accomunati dal fatto di essere sospettati d’aver proposto ai loro utenti servizi poco leciti ed offerte fuorvianti. L’indagine sembra essere l’anticamera di una “class action” contro i siti summenzionati.
Le compagnie che sviluppano e distribuiscono videogames per social network stanno facendo affari d’oro con giochi come Farmville e Mobsters.
Gli operatori del settore generalmente applaudono a questo successo, ma la verità è che in pochi si sono accorti della scorrettezza di fondo su chi questo successo è stato costruito.
Questi giochi, infatti, inducono gli utenti a pagare con denaro vero e tintinnante dei servizi “in game” che gli permettano di passare di livello più facilmente, ottenere dei bonus o, in generale, avere una esperienza di gioco migliore.
Fin qui tutto ok, ma il problema sorge quanto l’utente viene bersagliato con quelle che nel gergo del marketing si chiamano “lead gen offerts”. Un esempio chiarificatore: all’utente viene offerto un bonus di gioco in cambio della partecipazione ad un quiz. Le domande del quiz sono semplicissime e una volta risposto rapidamente, all’utente viene richiesto di indicare il proprio numero di telefono cellulare; l’esito del quiz verrà inviato a quel numero tramite sms.
A questo punto l’utente sprovveduto che continuerà a seguire le istruzioni si vedrà arrivare un sms contenente un codice da inserire per ottenere l’esito del quiz e fatto anche quest’ultimo passo finirà col ritrovarsi attivato in abbonamento un servizio dai costi sicuramente più onerosi di quelli che avrebbe dovuto sostenere se avesse attivato direttamente il servizio bonus del gioco.
Mark Pincus (CEO di Zynga) in un discorso pubblico tenuto la scorsa primavera non ha nemmeno nascosto l’utilizzo di questi sotterfugi: “Ho fatto quanto di peggio si possa fare per guadagnare”.
I social network hanno i potere di impedire questo tipo di attività, ma naturalmente tendono a chiudere un occhio perché diversamente segnerebbero un autogoal in termini di pubblicità e traffico.
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