Continua la censura web in Cina

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Continuano gli episodi di censura nella repubblica popolare Cinese. Il governo del popolo con gli occhi a mandorla ha infatti annunciato le ennesime misure restrittive per l’utenza internettiana cinese che sarà costretta dal mese di Luglio a seguirle rigorosamente.

L’obbligo consiste nell’installare uno specifico software sul proprio PC che blocca non solo i siti pornografici (che seppur qualcuno possa trovarli di cattivo gusto si tratta pur sempre di una forma d’arte da liberalizzare) ma anche alcuni portali di informazione non “graditi” dal governo di Pechino.

Gli utenti specializzati hanno già provato il software e sostengono che esso vada anche a rallentare le operazioni effettuate in internet nonché espone la propria macchina all’attacco di virus sconosciuti (magari dello stesso Governo?).

Inoltre, la struttura del programma è letteralmente copiata dal sistema studiato dagli americani di Solid Oak per salvaguardare la navigazione dei minorenni nel paese a stelle e strisce.

La Cina è un paese estremamente importante per i produttori di personal computer considerata la presenza di un bacino d’utenza pari a 300 milioni di persone.

Tuttavia, l’obbligo di installare questo software in tutte le macchine potrebbe non solo compromettere le vendite nel territorio cinese ma anche preoccupare le più grandi aziende finanziare che rischierebbero cosi di essere “spiate” durante importanti riunioni di affari (dato che l’installazione vale anche per PC dedicati ai rapporti finanziari, ovviamente).

L’ambasciata americana di Pechino ha già espresso la sua preoccupazione per questa imposizione, e l’impresa di Solid Oak annuncia azioni legali contro il governo cinese per plagio del proprio software.

Nel 2009 siamo quindi ancora costretti ad assistere ad incresciose leggi che minano la libertà d’informazione ed espressione.

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