I social network non rovinano i rapporti umani

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Probabilmente quello che sto per condividere con voi lettori l’avevate già capito da soli assieme ai vostri 500 contatti di Face Book, MySpace, Twitter, Netlog ecc.

Dai dati di una recente ricerca effettuata negli USA è emerso che l’uso di internet non avrebbe un effetto deletereo sulla vita sociale delle persone, ma anzi i social network e le nuove forme di comunicazione del web sarebbero una manna che permette alle persone di restare in contatto.

Stando ai risultati pubblicati mercoledì scorso da Pew Internet and American Life Project, avere una intensa attività on line, attraverso la frequentazione di blog e lo scambio di email, può incrementare la nostra vita sociale. Questi risultati, quindi, sembrerebbero confutare le ricerche effettuate nel passato decennio secondo cui il crescente utilizzo delle tecnologie informatiche sarebbe avvenuto a scapito dei rapporti umani.

“L’isolamento umano non è cambiato poi così tanto rispetto al 1985” ha detto Keith Hampton, il principale autore dello studio effettuato sull’argomento e professore di comunicazione alla University of Pennsylvania’s Annenberg School, “appena il 6% degli adulti intervistati ha detto di non avere nessuno con cui parlare delle proprie faccende importanti”.

L’indagine effettuata nel 2008 su circa 2500 adulti americani ha inoltre permesso di constatare che nel corso degli ultimi due decenni la cerchia di conoscenti stretti è diventata più risicata. Tale cerchia è passata da un numero, in media, di 3 persone a quello di 2 ed è meno diversificata, cioè ne fanno parte più spesso parenti e meno frequentemente amici.

Ciò nonostante, il faccia-a-faccia resta il modo principale con cui le persone si tengono in contatto. In media ogni persona incontra un membro della propria cerchia ristretta di conoscenti per 210 giorni all’anno oppure stabilisce un contatto telefonico per 195 giorni l’anno.

Un dato curioso: dalla ricerca effettuata è emerso che le persone che passano del tempo sui social network sono più interessate ad entrare in un bar (40%),ma meno ad in un edificio religioso (36%) rispetto a quelle che non accedono a siti di social networking.

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