Venice Connected: dal 3 luglio wi-fi per tutti i cittadini
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Internet sta crescendo di anno in anno. Non è una frase buttata li per dire, ma sono i dati a dirlo: il numero delle persone, delle organizzazioni e delle aziende connesse sul Web è in costante ascesa, grazie ad una disponibilità sempre maggiore di infrastrutture e di dispositivi, anche nelle zone meno ricche del pianeta.
Chi ricorda gli albori di Internet sa bene che la rete era nata come un mezzo gratuito, per tutti, una sorta di democratizzazione dell’informazione che ha raggiunto oggi livelli un tempo impensabili.
Oggi sappiamo bene che per connetterci ad Internet abbiamo la necessità di un contratto con un provider o una compagnia mobile, e sono sbucati come funghi, soprattutto nei grandi centri, i cosiddetti Internet point, in cui è possibile navigare per un tot di tempo previo pagamento di un ticket.
Ma, grazie alla tecnologia Wireless, la possibilità di offrire banda larga ad un maggior numero di persone e senza troppi costi infrastrutturali ha moltiplicato le “free zone”, in genere luoghi pubblici, in cui è sufficiente avere un dispositivo di accesso (PC o cellulare), il supporto per la rete Wi-Fi e una password rilasciata dall’ente che offre il servizio, cosi da usufruire di Internet senza dover pagare alcun canone.
Uno dei progetti più interessanti in questo senso, lanciato qualche giorno fa’, è Venice Connected. A partire dal 3 luglio prossimo, infatti, tutti i cittadini veneziani potranno usufruire della rete senza fili gratuitamente, previa richiesta al comune.
Basterà compilare un modulo presente sul sito Web www.cittadinanzadigitale.it e si riceverà un user ID e una password per poter accedervi.
Sarà necessario avere un indirizzo mail valido al momento della richiesta; i cittadini maggiorenni, inoltre, se muniti di sim card intestata a loro, potranno richiedere che le credenziali di accesso arrivino direttamente via sms.
Non è ancora ben chiaro su quali siano le condizioni per la navigazione ma, secondo quanto riferito dagli organi di informazione, pare non vi siano limiti particolari.
Progetti del genere non sono nuovi sul territorio nazionale: in alcune zone di Roma, ad esempio, è già stato lanciato qualcosa di simile, anche se era sempre presente un limite temporale troppo restrittivo per un servizio a 360 gradi.
Venice Connected, invece, potrebbe rappresentare un esempio da seguire in altri centri della penisola, cosi da poter dare finalmente spinta al processo di digitalizzazione del nostro paese, ancora molto indietro rispetto ad altri paesi europei.
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